“Dove batte il cuore di Calvino”. Innamorarsi dei Classici e perché.

“Dove batte il cuore di Calvino”. Innamorarsi dei Classici e perché.

Nel 1991 viene pubblicata postuma la raccolta “Perché leggere i classici” di Italo Calvino. Un’opera profonda e appassionata sul ruolo della lettura e dei classici nel panorama della cultura contemporanea. Una disamina sul significato di “classico” e sulla funzione educatrice della lettura, affrontata con lucidità, chiarezza stilistica e profondità concettuale.

 

Secondo Calvino la capacità di saper leggere e comprendere ciò che si legge (soprattutto nei classici), è di fondamentale importanza per poter trarre il massimo beneficio dall’esperienza e cogliere così la profondità e la bellezza di quei testi che compongono e arricchiscono il canone letterario mondiale.

La lettura dei classici richiede un’abilità interpretativa che va oltre la pura decodifica delle parole. Occorre infatti esplorare i molteplici livelli di significato presenti nei testi e sviluppare una propria interpretazione personale, anche se questa può differire da quella accettata tradizionalmente.  I classici, infatti,  sono capaci di comunicare contenuti e valori universali diversi e diversificati, permettendo di cogliere sfumature e significati anche profondamente individuali. Ogni lettore porta con sé le proprie esperienze, conoscenze e convinzioni che, attraverso il velo della sensibilità, influenzano la comprensione e l’interpretazione di ciascuna opera.

“Quando si leggono questi testi, si è portati a pensare che ciascun libro dica una sola cosa, o meglio che, avendo una sola cosa da dire, la dice in un modo che non si potrebbe dire diversamente.”

I classici rivestono anche un ruolo determinante per comprendere il pensiero e il comportamento della società e dei singoli individui che la compongono, quindi l’intero processo di formazione dei contesti storico culturali e il ruolo stesso dello scrittore e la sua formazione artistica. Tutto ciò permette lo sviluppo di una percettibilità estetica, morale e letteraria che non renderà mai la lettura tediosa o inefficace, ma saprà accrescere la densa marea dei dubbi, delle riflessioni, della ricerca dei significati più o meno nascosti, per arricchire e sorprendere sempre.

 

 

L’approccio creativo e personale alla lettura sta alla base del processo di crescita del lettore che, per Calvino, porterà a evitare giudizi affrettati sul testo, e permetterà una critica costruttiva e non basata su considerazioni predefinite o preconcetti, per poter cogliere  la complessità e la ricchezza dei testi e apprezzarne appieno il valore.

Essere mentalmente aperti a nuove idee e possibilità ci rende lettori più attenti, ci dà la possibilità di esplorare e considerare nuove prospettive e punti di vista, favorendo la nostra crescita personale e l’arricchimento intellettuale, per poter empatizzare con i singoli personaggi e e comprendere molto più intimamente il loro ruolo e le loro azioni, apprezzando così esperienze, anche se molto lontane e diverse dalle nostre. Un approccio mentale meno rigido ci permette di sfidare noi stessi,  le nostre convinzioni, amplia la nostra visione e ci porta a scoprire i nostri limiti ma anche i nostri possibili orizzonti.

“La definizione dei classici come ‘quei libri che sono meglio leggere due volte’ mi pare sottolineare questa caratteristica intrinseca di rigenerabilità del testo.”

 

Molti gli autori presenti in questa opera, da Dante, di cui Calvino discute l’importanza fondamentale della “Commedia”, Ovidio e come il concetto di mito nelle Metamorfosi abbia influenzato la letteratura e la cultura occidentale, testi epici come l’Odissea o meglio “Le Odissee nell’Odissea”, il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, fino ai “sacrifici umani” di Pavese o alla lettura dei versi Montale.

“Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.”

di Mariaclara Menenti Savelli